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domenica 21 aprile 2019

Attualità giovedì 21 aprile 2016 ore 13:30

Centinaia di firme contro l'abusivismo

​Abusivi e concorrenza sleale ai saloni di bellezza ed acconciatura. L’abusivismo nel settore dell’acconciatura e dell’estetica preoccupa il settore



MASSA —  Prosegue la campagna di sensibilizzazione di Cna sui danni provocati da operatori abusivi, accompagnata da una petizione rivolta alle istituzioni al fine di ottenere maggiore attenzione su questo grave fenomeno. Tra i primi firmatari la presidenza dell’associazione degli artigiani guidata da Paolo Bedini. Una firma per dire “stop all’abusivismo” e a tutti quei fenomeni che danneggiano le imprese e gli artigiani seri che pagano le tasse, rispettano le regole e le normative della salute e della sicurezza. “Questa campagna, che sta raccogliendo centinaia di firme in tutte le provincie della nostra regione – spiega Iris Incerti, Presidente Cna Estetica Toscana – sono indispensabili per portare all’attenzione del Parlamento la gravità del problema dell’abusivismo nel settore. Raccoglieremo più firme che potremo e le consegneremo ai nostri parlamentari”.

Proprio Cna si era resa protagonista, alcuni mesi fa, anche di un sondaggio secondo cui un apuano su tre, almeno una volta, si era rivolto ad acconciatori ed estetisti abusivi e senza requisiti. “Il cliente di un operatore abusivo – spiega Cristina Mazzoni, Presidente Cna Estetica Massa Carrara – non conosce i rischi per la salute. Non è accettabile, oltre che pericoloso, che persone senza titoli e qualifiche offrano servizi legati al benessere della persona senza il rispetto di alcuna norma rischiano di procurare gradi danni alla salute degli sfortunati ed incoscienti clienti”. Il fenomeno della concorrenza sleale e dell’abusivismo tocca da vicino ogni giorno centinaia di cittadini-consumatori che inconsapevolmente, attirati dal miraggio del risparmio, si affidano a mani e competenze completamente inadatte assumendo rischi per la salute che vanno dalle dermatiti, micosi, funghi, allergie, dovute a epilazioni non corrette, prodotti non testati, scaduti o di scarsa qualità ed una lista infinita di piccoli e grandi traumi, fino all’epatite C o Aids provocati da strumenti non sterilizzati correttamente.

All’appello di Cna ha risposto anche Adriana Indino dell’Istituto Armonia di Carrara: “Le tasse che non paga l’abusivo le paga il suo cliente o i suoi famigliari”. Unanime la richiesta di intensificazione dei controlli da parte di Asl, Guardia di Finanza, Polizia Municipale ed Agenzia delle Entrate per “scovare” ed accertare gli abusivi. “Stangare pesantemente gli abusivi – conclude Elisabetta Bellocchio, membro della presidenza e titolare di un centro estetico – è l’unico strumento per arginare un fenomeno sempre più diffuso che gioca su inconsapevolezza, leggerezza e crisi economica. L’alternativa che ci rimane, altrimenti, è quella di chiudere i centri e diventare tutti abusivi”.

La petizione di Cna può essere “firmata” anche online. Basta andare al seguente link http://www.cna.it/petizione-operatori-del-benessere e seguire la procedura.



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