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Attualità giovedì 26 maggio 2016 ore 10:45

Fallimenti, rallenta la corsa ai tribunali

Impennata per liquidazioni volontarie secondo quanto riportato dall’indagine dell’Isr sulle procedure concorsuali attivate nella provincia apuana



MASSA — Rallenta la corsa dei fallimenti delle imprese apuane. Nel 2015 le procedure fallimentari sono state 36, il 12,2% in meno rispetto all’anno prima e più del doppio rispetto alla media italiana (-5,5%). Commercio, manifatturiero e servizi alle imprese i settori a più alto rischio fallimento. In forte diminuzione anche i concordati (-62,5%), Il totale delle imprese sottoposte a procedure concorsuali pesa per il 2% (451 imprese) sul totale del numero delle imprese, un valore in calo rispetto al 2014 e identico a quello della media Toscana ed italiana. A rivelarlo è l’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara (info su www.isr-ms.it e www.ms.camcom.gov.it) che ha già stabilito anche la data di presentazione del tradizionale rapporto economica, sabato 11 giugno, e la location, lo stabilimento Iglom (ex Eaton).

Complessivamente, tra procedure concorsuali, liquidazioni volontarie e scioglimenti sono 1.643. “Il segnale che giunge dal rallentamento delle procedure fallimentari è molto positivo. – spiega Vincenzo Tongiani, Presidente Isr – Ci conferma che il sistema produttivo locale sta con molta fatica uscendo dalla grave crisi in cui è sprofondato. E’ importante inoltre sottolineare come questo dato sia in controtendenza rispetto alla media regionale dove i fallimenti sono cresciuti del 3,3%. Purtroppo il dato è compensato dall’aumento delle liquidazioni volontarie, in pratica decisa dall’imprenditore, di spegnere l’azienda”. Le ragioni, dietro un fallimento o la richiesta di liquidazione, sono purtroppo ben note e hanno portato, anche a gesti estremi molti imprenditori: “la stretta creditizia, i ritardi nei pagamenti e il forte calo della domanda, soprattutto interna, costringono gli imprenditori a portare i libri in tribunale. A rinunciare. Ad alzare bandiera bianca perché non ce la fanno più. – spiega Dino Sodini, Presidente Camera di Commercio – Quando accade non è solo la sconfitta di chi fa impresa, ma anche di un sistema che non è stato in grado di evitare di staccare la spina ad una realtà che dava lavoro e prospettive. Il fallimento della propria attività è un fallimento anche personale”.

Da segnalare, infine, con 34 scioglimenti e liquidazioni il settore delle costruzioni, l’unico in calo del -10,5% nel raffronto con l’andamento dell’anno precedente, ed in questo caso con valori decisamente migliori di quelli medi nazionali (-3,8%).

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