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Attualità venerdì 06 marzo 2015 ore 16:14

Mare bio e le donne pescatrici

Una filiera dal tocco femminile: pescano, vendono e trasformano il pesce alla cooperativa interamente rosa "Bio e Mare", una delle poche in Italia



CARRARA — Donne che pescano, vendono e trasformano il pesce catturato in mare con la loro imbarcazione, con tanto di cerate e stivali di gomma. E' la cooperativa rosa 'Bio e Mare' a Massa Carrara in Toscana, costituita da un gruppo di ragazze che, dopo un'esperienza da dipendenti, 4 anni fa si sono messe in proprio reinterpretando un mestiere da 'uomo'. 

Una filiera dal tocco femminile, visto che la cooperativa cura il prodotto dalla barca al vasetto venduti nei mercatini biologici. Associata a Federcoopesca, la cooperativa è stata fondata da Radoslava Petrova, nata Bulgara e cittadina italiana dal 2000, esempio vincente della capacità imprenditoriale delle donne.

''Il ruolo femminile nel settore ittico è ancora marginale e non solo in Italia - afferma Federcoopesca-Confcooperative - basti pensare che nell'intera Ue la componente rosa nella forza lavoro del comparto è di circa il 3%, mentre un numero sempre maggiore di donne è occupato nell'acquacoltura (27%), nella trasformazione (50%) e nella gestione e amministrazione (39%)''. 

Mai come in questo caso la tecnologia è in grado di alleggerire le fatiche dell'attività di pesca, dal peso delle reti allo scarico del pesce spiega la Federcoopesca, nel ricordare che lo sviluppo di settori come l'acquacoltura, ma anche attività connesse come la trasformazione, la pescaturismo o l'ittiturismo, possono rappresentare oggi più che mai delle opportunità di lavoro e investimento per le donne. 



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