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martedì 17 settembre 2019

Spettacoli mercoledì 29 luglio 2015 ore 17:23

Per il LunaticaFestival arriva Sabina Guzzanti

Va in scena l’ironia e il sarcasmo della Guzzanti al Castello Malaspina giovedì 30 luglio alle 21.30. A Fivizzano, invece, le storie dei partigiani



MASSA — L’appuntamento è con “Homo srl”, dove lo spettacolo è stato spostato rispetto al luogo indicato in precedenza nel cartellone della 21esima edizione del Festival, organizzato da Provincia di Massa Carrara e Fondazione Toscana Spettacolo.

“Questa performance racconta una storia folle avvenuta tanto tempo fa, prima che succedesse quello che è successo – recita la presentazione . E a partire da qui, si parla di uno dei momenti storici più bui che l’umanità abbia attraversato. Oggi è difficile da credere, ma c’è stato un tempo in cui si pensava che gli Stati dovessero trasformarsi in imprese e che quindi dovessero diventare imprese anche i loro cittadini. Si ammazzavano di fatica, facevano una vita misera in tutti i sensi, picchiavano le mogli, urlavano davanti alla televisione tutti contro i gay e se chiedevi perché ti rispondevano: perché dobbiamo diventare competitivi con la Cina. E vorremmo anche dimostrare che forse anche noi probabilmente, se fossimo vissuti in quel periodo, non avremmo saputo che pesci pigliare”.

Sempre giovedì 30 luglio alle 21,30 al Teatro Quartieri di Bagnone arriva "Delicato come una farfalla e fiero come un'aquila", questo il titolo, vedrà Elisabetta Salvatori sulla scena per raccontare Ligabue: un'operazione artistica che non è solo raccontare di un personaggio e di un artista “fuori di chiave”.

È anche l'opportunità di toccare diversi argomenti: l'Italia degli emigranti, agli inizi del secolo scorso, la Svizzera di quel periodo, dove Antonio nacque e visse l'infanzia. E ancora il rapporto dell'artista con le due madri: quella naturale e quella adottiva, poi l'arrivo in Italia, la mancanza di una patria, le due guerre, la bassa Reggiana, il Po, la solitudine, il degrado e soprattutto il talento di pittore.

Mentre si affermano le avanguardie artistiche e l'astrattismo, Antonio dipinge le sue storie di tigri e pollai. Vivrà per sette anni in una baracca sul Po, mangiando gatti. Emarginato, deriso rifiutato perfino dalle donne dei bordelli, ma sempre fiero della sua arte, grazie alla quale, prima di morire, avrà riconoscimenti e soldi. Raccontare di Ligabue, è raccontare una vita così difficile, che sembra impossibile che sia stata vissuta. Al termine della serata è previsto Brinda alla Luna, l’iniziativa che accompagna alcune serate del LunaticaFestival, un itinerario del gusto alla scoperta dei sapori tipici dei luoghi di Lunatica, per far conoscere e apprezzare il territorio attraverso i suoi prodotti enogastronimici tradizionali.

A Fivizzano va di scena “Eravamo come voi” dove Marco Rovelli racconta storie di ragazzi partigiani.

L'artista sarà di scena giovedì 30 luglio a partire dalle 22,15 a Fivizzano, in Piazza Medicea, con lo spettacolo "Eravamo come voi", più di altri forse aderente al tema conduttore indicato dalla direzione artistica per questa edizione: la Resistenza.

"Eravamo come voi" racconta infatti storie di ragazzi partigiani, giovani e giovanissimi di età compresa tra i 14 e i 23 anni, i loro incontri, i perché della loro scelta, umana prima che sociale e politica. Spesso, prima che da una solida convinzione ideologica, per giovani normali, cresciuti nell’unico mondo possibile durante l'epoca fascista, la decisione di salire in montagna fu guidata dall’istinto, dalla necessità o dal caso. In seguito, quella scelta scavò un abisso: perché quei venti mesi – dall’8 settembre ’43 al 25 aprile ’45 – costituirono una faglia irreversibile, una trasformazione esistenziale radicale, che ciascuno avrebbe portato per sempre con sé, e che oggi diventa spettacolo teatrale. Dei partigiani talvolta manca proprio questo, la componente umana: conosciamo le loro storia ma spesso di loro abbiamo dimenticato la quotidianità, i sentimenti, l’emotività e anche gli sbagli, gli inciampi.

Marco Rovelli incontra i primi, i più giovani di allora a cui è toccata la scelta. Non impavidi eroi, ma ragazzi che seppero rispondere a una chiamata e che seppero pronunciare un “sì” per innescare il processo della loro liberazione.



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