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mercoledì 18 luglio 2018

TURBATIVE — il Blog di Franco Bonciani

Franco Bonciani

Franco Bonciani, fiorentino, uomo di sport in generale e piscinaro in particolare. Con uno sguardo attento e scanzonato su quello che gli succede attorno

Una telefonata ti complica la vita

di Franco Bonciani - mercoledì 11 aprile 2018 ore 13:07

Sarà capitato anche a voi di ricevere una telefonata in cui una voce quasi italiana tenta di proporvi imperdibili risparmi su bollette di gas, energia elettrica, paytv o telefonia.

La mia risposta spesso dipende dal tempo che ho a disposizione, se ne ho: posso essere più o meno brusco, mi sforzo di pensare che dall’altra parte del telefono magari c’è uno che fa questo per campare se stesso e famiglia.

Se l’esordio è “Buongiorno, parlo con il sig. Franco Bonciani?” la risposta non è mai “SI”, ma piuttosto “con chi parlo?”, “chi è lei?”, “a che riguardo?”, perché dire “SI” in una telefonata potrebbe essere usato come assenso per qualcosa che non ho intenzione di acquistare.

Per quanto sembri incredibile e gravissimo che grandi aziende, che una volta erano sotto il diretto controllo dello Stato Italiano poi sono state privatizzate, si comportino come quello che fa il gioco delle tre carte su un banchino alla fiera di paese, la sensazione che provo è proprio questa.

Recentemente mi è capitato in più occasioni di essere contattato per contratti aziendali di telefonia fissa e internet. Al telefono o anche per incontri con consulenti, non di rado poco preparati, frettolosi, maleducati.

Ti fanno offerte imperdibili, giocando su equivoci, sul non detto, e comunque mai, dico mai, su roba scritta su moduli aziendali. Mai brochure ufficiali, proposte sottoscritte, mai una volta.

“Guardi, la sua zona è stata raggiunta dalla fibra (lo so, mi avete devastato le strade per tre mesi coi lavori… ), le volevamo proporre di rivedere il suo contratto con questa offerta, pagherebbe meno di quanto paga adesso col suo contratto, e viaggia su Internet a una velocità maggiore. Adesso paga 70 euro al mese, ne andrebbe a pagare 60”. Bingo!

Rispondo con cortesia, ascolto, alla fine chiedo che mi venga fornito del materiale via email in modo da poterne parlare con i miei soci, valutare, decidere sulle proposte ricevute.

La telefonata si chiude in maniera cordiale e veloce, la mail con le informazioni richieste non arriva mai. MAI. Intanto mi sono letto le bollette pagate finora e vedo che la tariffa è sì di 70 euro al mese, ma con i 20 euro di sconto va a 50, quindi…

Telefonia mobile: l’azienda che ci fornisce il servizio comunica con un sms la modifica delle condizioni contrattuali e che abbiamo la possibilità di recedere dal contratto e passare ad altro operatore senza costi né penali entro una certa data. Lo facciamo, tramite un’agenzia, poi dopo qualche mese ci arriva una richiesta di pagamento penali perché, pare, non si è usata la procedura che prevedeva di doverli comunque avvisare in maniera ufficiale. Come se il cambio nei tempi previsti non fosse di per sè un’evidenza sufficiente.

Amici che aderiscono alla nuova linea in fibra per casa, e senza averlo richiesto si vedono consegnare (lo ritira una moglie ignara) il pacco contenente il decoder per la web TV. Con sovrapprezzo, ovviamente. Alla domanda “Perché me lo avete mandato? Non lo voglio, venite a riprendervelo”, la risposta è stata “Non dovevate ritirarlo, adesso ce lo rispedite tramite corriere a spese vostre”. “Ve lo riporto in negozio”. “No, in negozio non è possibile, rispeditelo. A spese vostre”.

Poi, se si volesse insistere, si potrebbe parlare anche del gioco d’azzardo, delle scommesse, delle slot rovina famiglie statalizzate per togliere il business alla malavita, col risultato che adesso è legale e facile, per qualunque disgraziato, andare a rovinarsi in un bar o in qualche Casa del Popolo. Un rimedio peggiore del male, alla fine. Un caos studiato.

Uno Stato che fa finta di non vedere, magari in cambio di qualche benefit, di un po’ di sponsorizzazioni. Un modo subdolo di far pagare la politica ai cittadini. Marchette.

Franco Bonciani

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