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Cronaca venerdì 26 novembre 2021 ore 09:43

Autisti di Tir sfruttati e reclusi, 11 arresti

tir
L'indagine è partita dal controllo a un Tir del 2019 a Pontremoli

Durante i turni di lavoro vivevano nelle cabine dei mezzi. Nel tempo di riposo erano invece obbligati sotto minaccia in un accampamento senza bagno



PROVINCIA DI MASSA CARRARA — Quando spettava loro il riposo, venivano obbligati sotto minaccia di licenziamento a vivere in sostanziale stato di reclusione in un accampamento privo persino di servizi igienici per poi riprendere a guidare autotreni senza garanzie né diritti, approfittando del loro stato di bisogno. 

Questa era la vita per un centinaio di autisti e a scoperchiare la situazione di sfruttamento in cui venivano anche evase poi le tasse è stata un'indagine diretta dalla procura di Piacenza con la polizia stradale di Massa Carrara, Piacenza e Pontremoli che ha portato all'arresto di 11 persone.

L'attività investigativa era partita proprio dalla Lunigiana. Era Ottobre 2019 quando una pattuglia della sottosezione autostradale pontremolese della Polstrada aveva fermato per un controllo un autista di tir. Il contratto di lavoro che l'uomo aveva esibito risultò falsificato nella data di scadenza. Da qui le indagini, col coinvolgimento dell'ispettorato del lavoro. Sono state scoperte due società romene i cui amministratori costringevano gli autisti a lavorare senza garanzie né diritti, in condizioni igieniche indecorose.

Durante i turni, i lavoratori erano costretti a dormire e soggiornare stabilmente nelle cabine dei camion in sosta, scaldandosi con stufe improvvisate e usando cucine ricavate da pancali e fusti per uso industriale. Durante i giorni di riposo, poi, i circa 100 autisti erano obbligati, sotto minaccia di licenziamento, a vivere reclusi in una specie di accampamento allestito in un piazzale. Non c'erano neppure i bagni.

Le ipotesi di reato spaziano dall'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro alla truffa ai danni dello stato e al falso ideologico. Ieri mattina i poliziotti all'alba sono piombati nelle abitazioni degli 11 indagati, adesso tutti agli arresti domiciliari su disposizione della procura piacentina, dove sono state effettuate perquisizioni da cui gli inquirenti non escludono nuovi esiti.


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