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venerdì 24 maggio 2019

Attualità mercoledì 03 settembre 2014 ore 13:26

Niente bagni in mare a Massa e al Cinquale

Le ordinanze di divieto di balenazione sono state firmate a poche ore di distanza dai sindaci. Per il Cinquale è la terza volta in due mesi



PROVINCIA DI MASSA — A Massa il divieto riguarda il tratto di spiaggia che va dalla foce del torrente Magliano fino alla spiaggia libera di Marina di Massa, interessando circa 800 metri di costa. Niente bagni fino a quando nuove analisi dell'Arpat non confermeranno il ritorno alla normalità (l'ultimo campionamento è stato effettuato stamattina sulla costa compresa fra il Cinquale, frazione di Montingoso, e Marina di Massa).

L'ordinanza firmata invece stamattina dal sindaco di Montignoso Buffoni riguarda 700 metri di spiaggia del Cinquale, con circa 20 stabilimenti balneari, ed è la terza in due mesi. Come negli altri due casi, a provocare l'innalzamento della concentrazione di sostanze inquinanti (per lo piu' colibatteri) hanno contribuito in modo determinante le piogge intense delle ultime settimane che hanno fatto riempire di detriti fiumi e torrenti. L'amministrazione comunale ha comunque dato il via a una massiccia campagna di ripulitura dei canali e corsi d'acqua.

Attualmente sono in vigore analoghe ordinanze di divieto di balneazione anche per alcuni di tratti di spiaggia di Pietrasanta e Camaiore.

Ancora divieto di balneazione nelle acque del Cinquale, nel comune di Montignoso. E' il terzo divieto dell'estate 2014. 

L'Arpat ha effettuato l'ultimo campionamento lunedì scorso oggi sono arrivati i risultati sulla scrivania del sindaco Narciso Buffoni che ha dovuto firmare una ordinanza immediata valida su circa 700 metri di costa e 20 stabilimenti balneari che, grazie al bel tempo di questo inizio settembre, continuano ad avere turisti in spiaggia. 

Dopo i divieti applicati a luglio, si arriva così al terzo divieto in due mesi. Il sindaco dopo questi episodi ha iniziato una lotta all'inquinamento delle acque dei canali che poi confluiscono in mare, chiedendo alla società che gestisce gli impianti, l'aumento della rete fognaria  e una revisione di quella esistente soprattutto sulla costa.



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