Attualità Venerdì 09 Ottobre 2026 ore 16:00
La lettera ad Ariosto torna a casa

La missiva fu scritta dal duca Alfonso I d’Este al poeta allora governatore della Garfagnana. Un pezzo di storia torna da oltreoceano
MASSA — Un pezzo di storia, una lettera scritta dal duca di Ferrara Alfonso I d’Este a Ludovico Ariosto, è tornata all’Archivio di Stato di Massa. La restituzione è avvenuta oggi nella Sala Conferenze dell’Archivio di Stato, alla presenza delle istituzioni e studenti del territorio.
La lettera è datata 31 gennaio 1524. Allora Ariosto era governatore della Garfagnana, incarico che ricoprì dal 1522 al 1525. Nel documento, il duca affronta infatti temi legati all’ordine pubblico, al banditismo, all’amministrazione della Garfagnana e alle richieste di grazia, mostrando come le informazioni trasmesse da Ariosto contribuissero a orientare le decisioni del duca.
Sottratta in passato al patrimonio statale, la lettera era stata rintracciata in un’asta del 1973 e successivamente donata alla Morgan Library di New York. Adesso, grazie all'attività scolta dai carabinieri per la tutela Patrimonio Culturale, in collaborazione con le autorità statunitensi, questo pezzo di patrimonio documentario della Garfagnana è tornato in Italia.
Determinante nell'individuazione della lettera è stato l’Inventario ottocentesco dell’Archivio Generale della Sottoprefettura di Garfagnana, insieme alla ricognizione documentaria e alle pubblicazioni del celebre direttore dell’Archivio di Stato di Massa Giovanni Sforza.
Il ritorno della lettera a Massa consente così di ricomporre un tassello significativo del patrimonio documentario legato alla Garfagnana, ricongiungendo la missiva al ricco fondo archivistico conservato presso l’Archivio di Stato.
Alla cerimonia di consegna sono intervenuti la direttrice dell’Archivio di Stato di Massa Maria Russo, l’Onorevole Alessandro Amorese, della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, il Prefetto di Massa-Carrara Gaetano Cupello, il Generale di Brigata del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Antonio Petti e la Dirigente del Servizio II della Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura Sabrina Mingarelli.
Alle attività di recupero ha contribuito anche Francesca Nepori, Direttrice dell’Archivio di Stato della Spezia, che ha seguito le relative fasi durante il precedente periodo di direzione dell’Archivio di Stato di Massa.
Il valore storico della lettera è stato approfondito da Chiara De Cesare, ricercatrice dell’Università La Sapienza di Roma ed esperta del carteggio ariostesco, e da Olga Raffo, già direttrice dell’Archivio di Stato di Massa e studiosa della storia locale. A chiudere la cerimonia sono stati gli studenti del Laboratorio teatrale del Liceo Classico “P. Rossi” di Massa, che hanno dato voce al documento attraverso la lettura del testo originale della lettera.
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