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Attualità mercoledì 07 dicembre 2022 ore 18:55

Aumentano le mamme depresse nel periodo perinatale

donna incinta

Durante la pandemia da Covid-19 il numero di donne a rischio è più che raddoppiato rispetto al 2019. I fattori di stress individuati dagli esperti Iss



ROMA — Più mamme depresse nel periodo perinatale: colpa del Covid-19, con un balzo nel numero di donne a rischio depressione prima e dopo la nascita del bebè dall'11,6% rilevato nel 2019 al 25,5% rilevato nel periodo fra Novembre 2021 e Aprile 2022, passando per il 13,3% del 2020 e per il 19,5% del periodo fra Gennaio e Settembre 2021: sono questi i primi dati nazionali sull'impatto della pandemia sul rischio di depressione e ansia nelle madri durante il periodo perinatale, che va dall’inizio della gravidanza al primo anno dopo il parto.

L’indagine ha coinvolto oltre 14.000 donne che hanno eseguito lo screening nel periodo 2019-2022 presso i servizi pubblici territoriali che partecipano al Network Italiano per la Salute Mentale Perinatale, coordinato dal Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale (Scic) dell’Istituto Superiore di Sanità. I suoi esiti sono pubblicati in uno studio sull’International Journal of Environmental Research and Public Health.

Ma quali sono le variabili associate al rischio di depressione che hanno indotto un simile rialzo? Gli esperti individuano fra i fattori di stress l’avere problemi economici e non poter fare affidamento sul sostegno di parenti o amici, mentre essere casalinga rappresenta un rischio inferiore. Le variabili associate al rischio di ansia sono l’essere di nazionalità italiana, avere alcuni o molti problemi economici, non poter contare sul sostegno di parenti o amici, e non aver frequentato un corso di preparazione al parto.

"Questi dati che provengono, peraltro, da un ampio campione nazionale, evidenziano l'impatto negativo della pandemia sulla salute mentale delle donne nel periodo perinatale, confermando il ruolo di noti fattori psicosociali per l'ansia e la depressione e la loro esacerbazione durante il biennio della pandemia", recita la nota dell'Iss. 

I risultati sono ancora preliminari, ma già così secondo gli scienziati "evidenziano l'urgenza di monitorare il benessere psicologico delle donne nel periodo perinatale" così da riuscire a "identificare precocemente le donne a più alto rischio di ansia/depressione e quindi la loro inclusione in programmi di intervento efficaci, favorendo così lo sviluppo della relazione madre-bambino e della salute mentale per tutta la vita".


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