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Attualità lunedì 04 settembre 2023 ore 21:25

Fungo delle viti e penuria di addetti, vendemmia 2023 a ostacoli

uva

Gli attacchi della peronospora portano a un calo di produzione fino al 20%, ma tra i filari si registra anche la fuga di manodopera verso l'estero



TOSCANA — Tra fungo delle viti e fuga della manodopera verso l'estero, quella 2023 è una vendemmia a ostacoli. A tratteggiare il quadro problematico è il presidente della Federazione Vino di Confagricoltura Toscana Francesco Colpizzi che, mentre sulla costa è in partenza la raccolta del Merlot, traccia un punto della situazione.

“La vendemmia in Toscana è in calo tra il 10 e il 20% per gli attacchi della Peronospora, più evidenti nel fondovalle rispetto alle zone collinari ed alla fascia litoranea. La qualità dei vini resta elevata sebbene occorrerà aspettare la fine del mese di Settembre. I viticoltori sono in sofferenza per il costo dei trattamenti e delle materie prime. Oltre a questo, mancano almeno 5mila addetti rispetto a due anni fa”, afferma Colpizzi.

La vendemmia è iniziata da una decina di giorni dalle varietà precoci. Ora tocca al Merlot, prima sull'asse costiero e poi nell'entroterra. Ma: "Le piogge ripetute dei mesi primaverili hanno favorito il proliferare del fungo che attacca le foglie della vite e i grappoli. E' un danno quantitativo, non qualitativo, ma il costo dei trattamenti incide moltissimo sui bilanci”.

E la manodopera qualificata? Quella dalla Toscana e dall'Italia si sta spostando all'estero: “In paesi come Croazia, Svizzera, Ungheria o Germania - specifica Colpizzi - esistono politiche fiscali per i redditi di fascia bassa molto più vantaggiose. A parità di offerta, dunque, preferiscono andare là".

La fuga dei vendemmiatori era già iniziata lo scorso anno, ma ora ha assunto proporzioni tali da mettere in difficoltà la raccolta e da spingere Confagricoltura a invocare politiche fiscali di contrasto al fenomeno. Anche perché: "Non si tratta di stagionali, ma di lavoratori che si occupano dei vigneti tutto l’anno. Oltre alla fuga dei cervelli, adesso assistiamo a quella della manodopera più competente”, osserva Colpizzi.

Sul punto interviene Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana con delega all'agroalimentare, che chiede la riapertura dei flussi per superare il problema. Potrebbe non bastare, poiché Colpizzi considera i tempi: “Nella maggior parte dei casi gli operatori possono iniziare a lavorare nei vigneti soltanto dopo 3-4 mesi dal momento in cui li individuiamo, saltando di fatto un’intera stagione”.

Da ultimo, ma non meno ricorrente, c’è il problema degli ungulati: “Fare una media è difficile, in alcuni vigneti distruggono tutto, in altri il danno è contenuto. Sono comunque una questione che aggrava un quadro già complesso”, nota Confagricoltura.


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