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Cultura mercoledì 19 gennaio 2022 ore 12:02

Il museo Carmi si arricchisce di due nuove opere

Le due nuove opere
Le due nuove opere

Un busto realizzato da Lorenzo Bartolini e un ritratto di Michelangelo di autore anonimo vanno ad ampliare la collezione permanente



CARRARA — Un busto realizzato dallo scultore Lorenzo Bartolini, che è stato anche direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, e un piccolo dipinto di pregio che ritrae Michelangelo per mano di un autore anonimo: sono le due opere che andranno ad arricchire la collezione permanente del Museo Carmi Carrara e Michelangelo.

L’assessore alla cultura Federica Forti aveva chiesto al direttore del museo Marco Ciampolini di individuare opere interessanti per arricchire la collezione del museo. L'indicazione del direttore è caduta sul busto e sul ritratto. Si dà così il viatico per successive acquisizioni, tese a rendere il museo un punto di riferimento per la fortuna di Michelangelo e la storia, non solo della scultura, a Carrara. Le due opere al momento sono sottoposte a un intervento di ripulitura e verranno esposte in occasione di un evento pubblico.

Il busto raffigurante Carlo Ludovico di Borbone è firmato da Lorenzo Bartolini (Savignano di Prato, 1777 – Firenze 1850), il più importante rappresentante del purismo in scultura: dopo un soggiorno a Parigi, diresse nel periodo napoleonico l’Accademia di Belle Arti della nostra città, formando la grande generazione carrarese di scultori nell’era romantica. 

L’opera (in gesso patinato giallastro) riproduce, con alcune differenze, il busto in marmo conservato presso la Galleria d’Arte Moderna di Firenze: inizialmente realizzato per il Palazzo Ducale Lucca, di cui Carlo Ludovico fu regnante dal 1824 al 1847. Si tratta di una riproduzione di indiscutibile la qualità, in cui l’artista è intervenuto con soluzioni originali, come nella capigliatura.

Il ritratto in ovale di Michelangelo è un delicato dipinto ottocentesco posto in una cornice in legno dorato, “eseguita con un delicato traforo che disegna una corona di alloro intrecciata ad un nastro e culmina in un trionfo di foglie, a magnificare la gloria dell’effigiato [appartiene] ad una produzione di immagini di uomini illustri, tratte dai quadri presenti agli Uffizi, a costituire una galleria di glorie toscane secondo il gusto del romanticismo storico che a Firenze aveva anche guidato l’esecuzione delle grandi statue per il loggiato vasariano”, secondo la descrizione di Francesca Petrucci.


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