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Attualità mercoledì 26 aprile 2017 ore 15:05

Lavoratori del Porto in prepensionamento

A stabilirlo il tribunale di Massa con la sentenza numero 94 pubblicata il 21 aprile del 2017 accogliendo le tesi dell'avvocato Ezio Bonanni



CARRARA — Non comprendiamo le ragioni di tanta ostinazione dell’INPS che giunge a negare l’evidenza. Perché accanirsi nel negare i diritti di questi lavoratori? Come si può negare l’esposizione ad amianto nel Porto di Marina di Carrara?”. Sono le domande che si pone l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che personalmente si è sobbarcato decine di trasferte da Roma per giungere già all’alba di ogni singolo giorno di ogni singola udienza per permettere a questi lavoratori di ottenere il loro diritto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto aveva deciso un intervento massiccio nel territorio di Massa e di Carrara, epicentro di una vera e propria epidemia di patologie asbesto correlate.

Accertata ora in via giudiziale la presenza di amianto l’Osservatorio Nazionale Amianto chiede che tutti i lavoratori del Porto di Carrara ancora in attività siano posti in prepensionamento perché un gran numero sono stati già colpiti da patologie asbesto correlate e altri purtroppo si ammaleranno.

Esprime soddisfazione anche il Sig. Gianfranco Giannoni del coordinamento ONA di Massa, vittima dell’amianto che per ottenere il riconoscimento della sua patologia ha dovuto sobbarcarsi una causa che è durata anni e solo dopo tante battaglie processuali ha ottenuto la condanna dell’INAIL al riconoscimento dei suoi diritti, e tuttavia ancora ora attende il pensionamento per via del ritardo con cui gli enti pubblici attuano la sentenza del Tribunale: “non comprendiamo le ragioni per cui l’INAIL e l’INPS del comprensorio di Carrara rigettino tutte le domande di riconoscimento di malattia professionale asbesto correlate per i lavoratori del Porto come per quelli dei cantieri navali, dalle cave di marmo fino alla Fibronit, e ciò pregiudica pesantemente anche i famigliari. Come associazione - continua il Sig. Giannoni - abbiamo costituito lo Sportello Amianto di ONA Onlus in collaborazione con il sindaco di Massa e con il sindaco di Carrara, che intendo pubblicamente ringraziare per il loro sostegno. Il sostegno dei sindaci è infatti un segno di civiltà e giustizia rispetto alla barbarie che dobbiamo subire ogni giorno noi vittime dell’amianto, malati di amianto. Come Sportello Amianto ONA siamo disponibili ad assistere tutti i lavoratori, che si possono rivolgere a noi. Confidiamo anche nel fatto che i sindaci ci sosterranno chiedendo un incontro urgente all’INPS e all’INAIL. Noi come ONA chiediamo solo che l’INPS e l’INAIL applichino le leggi dello Stato, cosa che non succede, tant’è vero che vengono condannati dai tribunali, come quello di Massa. Se facessero le cose giuste, non ci sarebbe tutto questo contenzioso e tutti questi problemi per i lavoratori e le loro famiglie. Probabilmente ho ormai pochi mesi di vita, essendo colpito da una grave patologia, eppure l’INAIL e l’INPS ritardano l’applicazione della sentenza e nonostante ci sia una legge dello Stato che impone il prepensionamento dei malati di asbestosi e tumore (è il mio caso), io sono ancora a lavoro”. È il grido di dolore di Gianfranco Giannoni, lavoratore malato di patologie asbesto correlate che però ancora non ha ottenuto il prepensionamento e che ha dovuto sostenere una causa per ottenere il riconoscimento dei suoi diritti. Una causa non semplice per la forte resistenza dell’INAIL, come se fosse la linea del Piave.



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