Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 20:07 METEO:MASSA CARRARA18°23°  QuiNews.net
Qui News massacarrara, Cronaca, Sport, Notizie Locali massacarrara
lunedì 27 settembre 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Germania, Scholz: «I tedeschi vogliono un cambiamento e me cancelliere»

Toscani in TV venerdì 30 aprile 2021 ore 11:08

Le Donne del Sale a "Geo"

Portavano di nascosto il sale dal mare ai monti delle Apuane attraverso le Vie del Sale perché comprarlo costava troppo e non toccava a tutti



MASSA CARRARA — Nel servizio documentario di Fabrizio Bernardi andato in onda per "Geo", il programma documentaristico di Rai3, si racconta la storia delle Vie del Sale, le strade percorse per trasportare il sale di contrabbando per evitare di pagare i salati dazi e gabelle. Sulla costa tra Massa e Carrara c’erano le cave di marmo ma non le saline seppur il sale fosse un prodotto indispensabile per la preparazione e soprattutto per la conservazione dei cibi.

Le donne si riunivano sulle spiagge e con dei grandi pentoloni portavano l’acqua del mare a ebollizione in modo da farla evaporare e lasciare il residuo di sale. Poi sacche in spalla o sui carretti, lo portavano a piedi attraverso le montagne. In cambio ottenevano mortai o conche di marmo, farina di castagne ma anche vestiti, scarpe o lenzuola. Una delle strade percorse era la Via Vandelli tra Massa e Modena, la cui costruzione avanguardistica per l’epoca, risale al ‘700 e dove è stata eretta anche una statua in ricordo di queste donne con i loro bimbi al seguito. Il loro sacrificio è rimasto nella memoria di quei luoghi.

Anche Tonino di Miseglia, frazione del comune di Carrara, è un custode della tradizione e in particolare dell’antica arte dello scalpellino, la sapienza usata nel fare mortai in marmo: “Ho imparato il mestiere dai miei genitori e da mio nonno. Mi hanno insegnato a conoscere i vari tipi di marmo e a lavorarli con i ferri.” E poi ricorda: “In tempo di guerra qui a Carrara non c’era niente da mangiare e allora le donne andavano in montagna o a Parma a portare il sale. Dormivano nelle stelle e in tempo di guerra molte di loro morirono.” 

Tonino è il rappresentante di un artigianato che va scomparendo. Daniele, di Colonnata, porta invece avanti la tradizione tramandatagli dai suoi avi e realizza conche per il lardo con torni assemblati con i motori dei camion degli Alleati lasciate dopo la seconda guerra mondiale. E così anche se la storia cambia e cambiano le strade da percorrere, rimane accesa la memoria di quello che è stato e l’insegnamento che ha lasciato.

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Alberi sradicati e schiantati sulle auto, allagamenti e ponteggi volati nel bilancio della tromba d'aria e del nubifragio del pomeriggio
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Alfredo De Girolamo e Enrico Catassi

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Cronaca

CORONAVIRUS

Attualità