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Attualità venerdì 16 aprile 2021 ore 13:02

"I protocolli di riapertura non siano una stretta"

mani di persone al ristorante

C'è perplessità tra gli operatori della ristorazione circa la bozza con le norme di sicurezza anti Covid per riaccogliere i clienti ai tavoli



MASSA CARRARA — Distanze, screening, suolo pubblico, capienze: le bozze dei protocolli di sicurezza anti Covid-19 sulla cui base bar e ristoranti dovrebbero poter tornare a ospitare i clienti ai tavoli non convincono gli operatori che vedono nella loro definizione una nuova stretta, di fatto una ulteriore compressione dell'esercizio. Le perplessità arrivano da Fiepet Massa Carrara, il sindacato pubblici esercizi di Confesercenti, per bocca del suo presidente provinciale Francesco Bennati.

“Finalmente si torna a discutere di riaperture e soprattutto di date per le riaperture di bar e ristoranti, ma è davvero difficile comprendere come, rispetto ai protocolli di sicurezza finora applicati, le nuove regole si traducano di fatto in una nuova stretta. Le bozze presentate dalla Regioni non tengono conto delle nostre proposte, formulate anche al governatore Giani, frutto di chi opera sul campo e comprende meglio di tutti la necessità comunque di lavorare seppur in totale sicurezza”, afferma Bennati.

Nel dettaglio: "La distanza obbligatoria di 2 metri tra i tavoli ipotizzata sarebbe una restrizione inapplicabile per decine di migliaia di ristoranti, circa il 60% dei locali non ha uno spazio esterno, e praticamente per tutti i bar – spiega Bennati -. E anche dove fosse fisicamente possibile implementare la misura, si ridurrebbe drasticamente la capacità di lavoro dei locali al chiuso, obbligandone migliaia alla chiusura definitiva. Economicamente non si può pensare che un locale con 30 posti se ne ritrovi 6 e con le stesse identiche spese di prima. Per ovviare suggeriamo di togliere i riferimenti a 2 metri e impostare la capienza negli spazi interni al 50% dei posti Covid disponibili, lasciando quella esterna con le attuali normative e quindi distanziamento di un metro. Con la nostra proposta si perderebbero i 2/3 dei posti totali mentre nella bozza delle Regioni si registrerebbe una perdita di oltre i 3/4".

Ancora, c'è la questione dello screening periodico: "Tale misura potrà essere efficacemente sostituita con l’obbligo di utilizzo delle mascherine tipo Ffp2 per il personale non vaccinato. Come dimostrato le mascherine Ffp2, se correttamente utilizzate, garantiscono una protezione al 95% quindi superiore anche alla copertura dei vaccini", afferma Bennati che prosegue poi punto per punto chiedendo di "impostare il numero massimo di persone per tavolo a 6", di "sommare alla capienza massima i numero di avventori ospitati al banco" per quanti effettuino anche quel tipo di servizio e di eliminare "il riferimento per il servizio al tavolo alle ore 14". Nella piattaforma di suggerimenti degli operatori anche la specifica per impedire di "servire piatti in comune ma solo porzioni per singolo avventore".


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