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Attualità sabato 28 marzo 2015 ore 07:00

Piano del paesaggio, nuovi limiti per le cave

Dopo una lunga serie di rinvii e polemiche, il consiglio regionale ha approvato il provvedimento a maggioranza. Contrario con 15 voti il centrodestra



FIRENZE — Rispetto alla versione che aveva ottenuto il via libera del consiglio regionale in prima adozione nel luglio scorso, il testo finale del provvedimento contiene il maxi-emendamento predisposto dal governatore Enrico Rossi e già concertato con il ministero dei beni cutlurali.

Fra le parti più discusse e contestate del piano del paesaggio ci sono quelle che riguardano l'attività estrattiva sulle Alpi Apuane. Le nuove norme vietano le escavazioni sulle vette integre sopra i 1.200 metri, imponendo la verifica della compatibilità paesaggistica come condizione vincolante per il rilascio di nuove autorizzazioni, riaperture delle cave dismesse (peraltro possibili solo se gli strumenti
urbanistici comunali prevedono la destinazione estrattiva), ampliamenti di quelle esistenti fino al 30% del volume.

Per quanto riguarda le coste, altro aspetto contestato, il piano paesaggistico prevede che entro 300 metri dal mare possano essere realizzate nuove strutture solo temporanee e rimovibili, in modo da consentire, a fine stagione, il totale ripristino delle spiagge e senza mai compromettere l'accessibilità e la fruibilità delle rive. Gli interventi inoltre non devono prevedere l'impermeabilizzazione permanente del suolo.

Sugli arenili, le spiagge e le dune non sono più autorizzati neppure gli adeguamenti, gli ampliamenti di strutture già esistenti, compresi i cambi di destinazione d'uso previsti dai piani strutturali, e gli impianti sportivi privi di copertura.

Eventuali Interventi di riqualificazione non devono prevedere un aumento del suolo impegnato superiore al 10 per cento della superficie coperta dalle strutture edilizie già esistenti.

"Penso che questa sia una bella pagina del Consiglio regionale - ha dichiarato il governatore Rossi - grazie al lavoro che è stato fatto dalla Giunta e in primo luogo dall'assessore Marson, senza la cui tenacia non saremmo arrivati a questo punto. E qui puo' essere stata aiutata da qualche elemento di carattere veneto che l'ha resa particolarmente forte anche nei momenti difficili, nella volonta' di andare avanti".

"Sul piano del paesaggio toscano abbiamo avuto 600 osservazioni e l'80% sono state accolte - ha proseguito Rossi - Nel vicino Lazio le osservazioni sono 20 mila, oppure in Puglia, che è l'unica Regione che ha approvato il piano del paesaggio, dove le osservazioni sono state 6 mila".

Per quanto riguarda la concertazione con il Ministero, Rossi ha ribadito che "sul tema paesaggio c'è la necessità di copianificazione col livello nazionale e in particolare con il ministero dei Beni culturali".

"Noi siamo autonomi ma abbiamo il compito di produrre un atto che possa trovare l'intesa del ministero - ha concluso Rossi - evitando soprattutto che si possa andare contro il codice del paesaggio. Il maxi-emendamento, in questo, ha cercato un punto d'equilibrio".


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