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Attualità giovedì 19 novembre 2020 ore 19:55

Sette operatori positivi in un centro dell'Asl

​Uil Fpl: "Dopo la prima infermiera infettata, gli altri lavoratori hanno atteso il tampone dell'Asl per 15 giorni. Poi si sono rivolti a un privato"



MASSA CARRARA — "Un focolaio con sette operatori positivi è stato scoperto nel centro polispecialistico Sicari solo grazie al senso di responsabilità degli operatori che, dopo aver atteso per 15 giorni il tampone da parte dell’Usl Toscana nord ovest, inutilmente, hanno deciso di farlo da privati e hanno scoperto la verità: in sette sono positivi. E’ solo grazie alla loro dedizione che si è evitato un disastro, di contagiare i pazienti che dovevano essere operati”. A raccontare la vicenda è Claudio Salvadori, segretario Uil Fpl di Massa Carrara, informato dai lavoratori.

“Un fatto estremamente grave - si legge in una nota di Salvadori - La dermatologia effettua numerosi interventi chirurgici a settimana nelle sale operatorie della polichirurgia ambulatoriale, lavorando su 4 giorni: per due giorni occupa due sale, per altri due giorni una sala unica. A ogni modo il personale turnante varia dai 2 ai 4 infermieri a cui si aggiungono i colleghi della polichirurgia quando manca qualcuno dei titolari di ruolo". "Non solo, lo spogliatoio è sempre in condivisione con il personale di tutte le sale operatorie e gli stessi ambienti sono frequentati dagli operatori socio sanitari - si legge ancora nella nota - Quindici giorni fa si era verificato il primo caso di positività di un’infermiera e i colleghi si sono attenuti al protocollo dal primo momento inviando la segnalazione alla medicina preventiva”.

“Da allora, però, il silenzio. Il personale, con profondo spirito di sacrificio e dedizione, e anche con un pizzico di paura visto che qualcun altro iniziava a manifestare sintomi, ha deciso di fare il tampone da laboratori privati- continua Salvadori - Una vera ironia e cinque su sei della chirurgia polispecialistica sono risultati positivi, a cui si è aggiunto un settimo della dermatologia".

"Chiediamo all’Asl risposte e di cambiare completamente strategia” ha concluso Salvadori.



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