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Attualità venerdì 09 settembre 2022 ore 16:25

Spiagge nursery, prime schiuse per le uova di tartaruga

tartarughina

Sono 4 i nidi di Caretta caretta deposti quest'anno sugli arenili toscani. Da due sono già nati alcuni tartarughini che hanno preso il mare



TOSCANA — Le spiagge della Toscana anche quest'anno fanno da nursery per le tartarughe marine Caretta caretta. Sono 4 i nidi identificati sugli arenili, anche tra gli ombrelloni: 3 a Marina di Massa e uno a Marina di Pietrasanta.

Ebbene: in uno fra i lidi sul litorale apuano è iniziata la schiusa. Cinque tartarughini hanno raggiunto il mare, ma rispetto alle 100 uova deposte da mamma tartaruga si tratta di un numero davvero molto basso.

Il nido versiliese, invece, è stato individuato a posteriori ovvero dopo che il 28 Agosto sono state notate le tracce di piccole tartarughe appena sgusciate dall'uovo (hatchlings). Dove fosse la camera d'incubazione non è stato possibile capirlo, ma i tartarughini da lì hanno preso senza dubbio il mare.

Ma cosa è capitato a Massa, nel nido che la tartaruga ha scelto di realizzare sotto a un pattino del bagno Nical a 12 metri dalla battigia? Come ricorda Arpat era il 9 Luglio: l'effettiva presenza di uova deposte la sera prima veniva verificata dal personale del Museo di Calci-Università di Pisa. Il nido, posizionato in mezzo a due file prospicenti di ombrelloni, è stato protetto.

Il 30 Agosto scorso è iniziata la schiusa. Verso le 22 ecco 4 tartarughini affiorare dalla sabbia. Il 1 Settembre, alle 8 del mattino, eccone un altro. Poi basta. Una settimana dopo, secondo i protocolli Wwf, il 7 Settembre il nido è stato scavato. Mamma tartaruga aveva deposto in tutto 100 uova. Cinque si erano schiuse, il 5%, mentre le altre 95 si presentavano integre ma vuote, alcune anche in via di decomposizione.

Per le uova che apparivano in buono stato, l'Acquario di Livorno ha messo a disposizione uno strumento da campo chiamato Buddy (Digital egg monitor), un monitor digitale che rileva battito cardiaco nelle uova. Ma nulla, non c'erano segni di vita lì dentro. Ora gli scienziati sono al lavoro per comprendere cosa non ha funzionato in quella sfortunata covata.

Tutte le uova, schiuse e non, saranno analizzate dai veterinari dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana di Pisa, mentre ulteriori indagini sulla contaminazione e sulla genetica saranno svolte rispettivamente dall'università di Siena e di Firenze. 


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