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Attualità sabato 05 giugno 2021 ore 08:50

Novità per le cave verso il periodo transitorio

cava di marmo

Quanto dureranno le concessioni? E la fase transitoria? Adesso dipenderà anche dalla disponibilità a realizzare progetti di interesse collettivo



CARRARA — Quanto dureranno le concessioni? E il periodo transitorio? Per i concessionari delle cave che si affacciano al periodo transitorio, con manifestazione di interesse a entrarvi da avanzare entro il 30 Giugno, adesso dipenderà anche dalla disponibilità a realizzare progetti di interesse collettivo impatto positivo su occupazione, ambiente e infrastrutture pubbliche.

Lo fa sapere il Comune di Carrara e la novità implica che la durata del periodo transitorio sarà determinata anche dalla presentazione di progetti di interesse pubblico: la pesatura di queste proposte e la conseguente quantificazione dell’estensione della concessione sono al centro del regolamento presentato alla commissione Marmo che dà attuazione all’articolo 21 del Regolamento per gli Agri Marmiferi approvato recentemente dal consiglio comunale. Con questo meccanismo, se tutti i concessionari presentassero progetti con il massimo investimento possibile, dalle cave arriverebbe un gettito extra di circa 27 milioni di euro.

Nell’ambito della regolamentazione del periodo transitorio in attesa delle gare per l’assegnazione delle nuove concessioni degli agri marmiferi, la legge regionale 35/2015 prevede la possibilità di prolungare fino a un massimo di a 25 anni (a partire dal 2016) il titolo in essere per coloro che garantiscono almeno il 50% della lavorazione in loco. L’amministrazione comunale è intervenuta in questa regolamentazione apportando importanti modifiche: da un lato, ha rivisto il rapporto tra percentuale di lavorazione in loco e anni di estensione attraverso il Regolamento degli Agri Marmiferi (articolo 21, commi 7 e 11), dove si stabilisce che il 50% della lavorazione in loco è solo la soglia minima per ottenere 13 anni di estensione mentre per arrivare ai 25 anni previsti dalla legge regionale si deve lavorare in loco il 100% del materiale estratto. 

Dall’altro lato ha previsto la possibilità di estendere la fase transitoria anche per coloro che si dimostrano in grado, nell’ambito della loro attività, di innescare ricadute di interesse collettivo su altri fronti, come quello occupazionale, ambientale e infrastrutturale. Fermo restando ovviamente l’obbligo di lavorare in loco almeno il 50% dei materiali.

"Con i nostri provvedimenti 'pungoliamo' i concessionari affinché facciano di più per la comunità, investendo ancor di più sulla città e facendo evolvere le loro imprese, in termini di tutela ambientale, tecnologia e occupazione. È una rivoluzione non da poco che deve partire necessariamente da una nuova regolamentazione: nel tempo si tradurrà, ne sono certo, in benefici concreti per i cittadini e, auspico, in una classe imprenditoriale più sensibile a certi temi", ha dichiarato il vicesindaco Matteo Martinelli.

"Stiamo rinnovando la filosofia di un intero settore, strategico per la nostra città e quindi si tratta di una operazione non semplice. Con questo regolamento chiediamo ai concessionari di fare uno sforzo in più per la città. E quando dico concessionari non penso solo ai big ma anche alle realtà più piccole", ha aggiunto il presidente della commissione Marmo Stefano Dell’Amico.


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