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Attualità lunedì 22 marzo 2021 ore 12:49

"Meno sanitari ai check point e più in corsia"

ospedale noa massa

Dalla Uil arrivano la critica sulla gestione del personale da parte della Asl e la proposta per un differente impiego delle risorse umane



MASSA CARRARA — "Infermieri, operatori socio sanitari e giovani professionisti assunti per affrontare la pandemia sono utilizzati da mesi soltanto per fare il check point all’ingresso delle strutture sanitarie. Un enorme spreco di energie e risorse che dovrebbero essere inviate nei reparti più in sofferenza così da poter fare un po’ di turn over, dare respiro ai lavoratori che da un anno in pratica si trovano in prima linea nell’emergenza e consentire ai giovani di iniziare davvero il loro percorso professionale”: ad affermarlo, criticando la gestione delle risorse umane all’interno della rete sanitaria di Massa Carrara da parte della Asl, è il segretario provinciale della Uil Fpl Claudio Salvadori.

“La situazione è davvero paradossale. Ci sono reparti che stanno letteralmente scoppiando, come denunciamo ormai da mesi: il blocco operatorio, la polispecialistica, le terapie intensive e i reparti di medicina. Mancano Oss e infermieri - incalza - ci sono lavoratori che tirano avanti la battaglia contro il Covid dai primi giorni. Nel frattempo l’azienda sanitaria ha assunto decine e decine di giovani professionisti che avrebbero dovuto dare una mano nei momenti più difficili dell’emergenza e che invece vengono utilizzati, sin dal giorno dell’assunzione quindi da diversi mesi, solamente al check point". 

Non solo. Secondo Salvadori "agli stessi check point si trovano pure Oss e infermieri che di fatto vengono sottratti dai reparti più in sofferenza". Secondo Uil così non va, anche perché "ormai quasi tutti i punti di controllo all’ingresso possono essere gestiti da poche persone grazie all’ausilio dei macchinari moderni: la misurazione della temperatura si può fare solo con la macchina automatica, per esempio". 

Il segretario della Uil Fpl chiede quindi di ridurre il numero del personale utilizzato ai check point e di iniziare un criterio di rotazione delle risorse: “Bisogna dare anche un po’ di respiro a chi dai primi mesi è in corsia bardato da capo a piedi per combattere l’emergenza sanitaria. Abbiamo proposto il turn over su base volontaria all’Asl ma nessuno ci ha ascoltato. Questo – conclude Salvadori – consentirebbe di ridurre il lavoro usurante a carico delle solite persone e permetterebbe ai giovani professionisti, che non crediamo siano stati assunti solo per fare il check point, di iniziare un vero percorso di formazione interna”.

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