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Attualità lunedì 10 maggio 2021 ore 20:10

Sei dosi di vaccino, "sono spaventata"

vaccino covid

Febbre e tanta paura per la ragazza a cui ieri mattina all'ospedale delle Apuane sono state inoculate per errore 6 dosi di vaccino anti Covid-19



MASSA — Confessa di avere avuto paura e di averne ancora, ma rivolge a chi le ha somministrato un sovradosaggio massiccio di vaccino anti Covid-19 un appello a non colpevolizzarsi, tendendo la mano. Lei è la studentessa di psicologia clinica di 23 anni a cui ieri mattina al Nuovo Ospedale delle Apuane a Massa sono state somministrate non una ma 6 dosi di siero anti Covid-19 nella formulazione Pfizer Biontech.

La giovane sta effettuando il tirocinio proprio al Noa di Massa. Ieri mattina, intorno alle 9,30, si è recata all'ospedale apuano per ricevere la prima somministrazione. La sua inoculazione doveva essere la prima della quinta fiala nella batteria di 60 previste in utilizzo ieri. Invece le è stato iniettato l'intero contenuto del flacone, ovvero un equivalente di 6 dosi. I sanitari si sono accorti subito di quanto accaduto. Nello sconcerto assoluto hanno comunque raggiunto immediatamente la ragazza per spiegarle cosa fosse successo. Quindi l'hanno trattenuta per 24 ore nel reparto di Osservazione breve del pronto soccorso dimettendola stamani. 

Da casa, attraverso la madre, fa sapere all'agenzia Ansa di avere la febbre ma tutto entro un quadro di ordinaria reazione a un vaccino, di essersi molto spaventata e di voler dire all'infermiera presente al momento della somministrazione insieme al medico di non colpevolizzarsi. Per i due sanitari, sotto choc, è stata intanto attivata l'unità di supporto psicologico.

Cosa sia andato storto nei rigidi protocolli a cui è soggetta la somministrazione dei vaccini, è stato oggetto di verifiche aziendali e ospedaliere a cui seguiranno audit e attivazione della commissione di controllo sulla gestione del rischio clinico. Le prime ricostruzioni, esposte dai vertici ospedalieri e dell'azienda sanitaria in conferenza stampa, portano ad attribuire la responsabilità dei fatti a un errore umano. Uno "scivolamento cognitivo", si chiama. Un calo di attenzione che "non dovrebbe mai capitare ma purtroppo può accadere a ogni essere umano", ha spiegato il il direttore per la sicurezza del paziente Tommaso Bellandi

La ragazza adesso verrà seguita passo passo per capire quale sarà la sua risposta anticorpale. Il caso è in carico anche all'immunologia dell'azienda ospedaliero universitaria di Careggi a Firenze. Per paradosso, ha spiegato la direttrice delle malattie infettive del Noa Antonella Vincenti, il sovradosaggio dell'antigene potrebbe inficiare la risposta immunitaria. In letteratura casi simili, ma con l'inoculazione di 5 dosi, si sono verificati senza gravi conseguenze a Tel Aviv in Istraele e in Germania.

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