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Attualità lunedì 03 maggio 2021 ore 09:08

Una videoconferenza per i piani delle cave

cava di marmo

Verso l'adozione dei Pabe il Comune presenta la proposta e, con il contributo degli esperti, spiega obiettivi e spazi partecipativi



MASSA — Si va verso l'adozione dei Pabe, i Piani attuativi dei bacini estrattivi, e per presentare la proposta di adozione il Comune di Massa ha predisposto un appuntamento in videoconferenza fissato per giovedì 6 maggio alle 17,30. I referenti del Centro di geotecnologie dell’Università di Siena incaricati della redazione dei Pabe relazioneranno in merito alla proposta di adozione dello strumento.

La videoconferenza, introdotta dal sindaco Francesco Persiani,  prevede gli interventi dei dirigenti comunali della Pianificazione territoriale Stefano Francesconi e del Patrimonio Maurizio Tonarelli sui passaggi procedimentali e gli spazi partecipativi previsti dalla legge verso l'adozione dei Pabe. Seguirà la relazione di presentazione dei progettisti senesi sugli obiettivi e i principali contenuti dello strumento.

I tecnici saranno poi a disposizione per un momento di approfondimento di circa mezz'ora. Ci si può anticipare con le domande, anzi è consigliato dati i tempi contingentati e la modalità di svolgimento della videoconferenza su piattaforma Zoom. Chi vuole può inoltrare i quesiti via mail entro le 13 di martedì 4 maggio all'indirizzo: garante.informazione@comune.massa.ms.it. Gli interessati ad intervenire in diretta streaming fino ad esaurimento del tempo disponibile potranno richiedere le credenziali inviando una mail entro le ore 13 di mercoledì 5 maggio al medesimo indirizzo email.

Una relazione del geologo Vinicio Lorenzoni del gruppo di professionisti incaricati dell'elaborazione dei Pabe, già presentata ai consiglieri della Commissione Urbanistica e Ambiente il 14 aprile scorso, descrive alcune delle novità contenute nella proposta d'adozione dello strumento rispetto alla prima versione del lavoro consegnato dai professori senesi al Comune circa un anno e mezzo fa. Le novità riguardano soprattutto le modifiche cartografiche apportate al quadro propositivo. 

I bacini vengono suddivisi in due grandi aree: quelle contigue al Parco delle Apuane e quelle prettamente industriali come il bacino Gioia-Rocchetta. Per quanto riguarda i bacini di Cerignano, Capraia, Madielle e Monte Cavallo le modifiche prendono atto della Ricognizione degli agri marmiferi approvata dal Consiglio comunale a febbraio e delle nuove definizioni delle aree inserite nei bacini ora divise fra quelle dove è consentita l’escavazione, quelle di tutela e conservazione paesaggistica, quelle adibite ai servizi di supporto alle attività estrattive e quelle di riqualificazione paesaggistica dove, ad esempio, si trovano i ravaneti da rimuovere.

All’interno delle aree estrattive sono inoltre individuate delle aree di ricerca o di prospezione dove non sarà possibile l’escavazione per i prossimi 10 anni ma, appunto, effettuare solo attività di ricerca. Questa - era stato precisato in Commissione - è una scelta di tutela voluta dall’amministrazione comunale in quanto la legge regionale consentirebbe l’escavazione.

Nella proposta di adozione resta immutata la previsione di riattivare sette cave: Focolaccia; Carpano di Sotto; Mucchietto; Puntello Borre; Cresta degli Amari; Rocchetta-Saineto; Capriolo. Immutati anche i volumi estrattivi previsti nei dieci anni di validità dei Pabe che restano complessivamente 3milioni e 335mila metri cubi, circa 9 milioni di tonnellate, mentre il Piano regionale cave concede al Comune la possibilità di estrarre 4,5 milioni di metri cubi fino al 2038. Resta anche la previsione di ancorare l’autorizzazione all'escavazione che rilascia il Comune a premialità contenute nei singoli Pabe.

In ragione delle modifiche cartografiche introdotte cambia il percorso-programma per l’adozione dei Pabe: il lavoro viene suddiviso in due tronconi e verrà portato all’attenzione del Consiglio con due delibere distinte che riguardano rispettivamente le aree contigue al Parco e quelle industriali. A partire dall’adozione e per tutte le fasi procedurali che seguiranno fino alle delibere di approvazione finali i procedimenti amministrativi saranno così altrettanto distinti.

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