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lunedì 06 febbraio 2023

STORIE DI ORDINARIA UMANITÀ — il Blog di Nicolò Stella

Nicolò Stella

Nato in Sicilia si è trasferito a Pontedera a 26 anni e ha diretto la Stazione Carabinieri per 27 anni. Per sei anni ha svolto la funzione di pubblico ministero d’udienza presso la sezione distaccata di Pontedera del Tribunale di Pisa. Ora fa il nonno e si dedica alla lettura dei libri che non ha avuto tempo di leggere in questi anni.

“Non è di nostra competenza”

di Nicolò Stella - mercoledì 07 dicembre 2022 ore 08:00

Le inchieste anomale del Maresciallo Cometa.

Il Maresciallo Cometa stancamente sprofondò sulla sedia dell’ufficio e, guardando in alto, fissò quella foto del piccolo porto di Scauri. Gli rinvenne in mente quel viaggio a Pantelleria, fatto nel dicembre del 1975, a bordo di un traballante traghetto dal nome altisonante: “Antonello da Messina”, e con il mare in tempesta. Quella notte l’aveva passata seduto sulla scaletta che conduceva in coperta per via di quel senso di nausea tenuto sotto controllo con delle boccate d’aria. Il porto di Scauri non era adatto per l’attracco della nave quindi i passeggeri furono costretti a scendere su un piccolo gozzo, messo a disposizione da un pescatore che mai si aspettò, e mai ebbe un rimborso spese dall’armatore, quando c’era il maltempo soccorreva i passeggeri del traghetto così come dopo un paio di decenni i suoi figli si sono trovati a soccorrere un'altra tipologia di passeggeri, senza mai asserire: “Non è di nostra competenza!”

Nella settimana precedente il Maresciallo Cometa quella frase l’aveva sentita per ben due volte. Il Comandante dei Vigili Urbani, alla sua richiesta di ricollocare delle strisce pedonali per l’attraversamento di una strada cittadina, obiettò usando il pluralis maiestatis: “Non è di nostra competenza”. Richiesta che poi dirottò all’ufficio dei lavori pubblici che per intervenire, disse il tecnico, aveva bisogno di una segnalazione di un amministratore o dai vigili urbani. Lo stesso dirigente lo consigliò di rivolgersi all’assessore che rispose con fare fra il disponibile e l’affaccendato: “Faccia una segnalazione ai vigili urbani.”

Qualche giorno prima, anche il suo diretto superiore, alla domanda del Maresciallo sulla possibilità di inviare al Ministero una nuova richiesta affinché si attivasse per la costruzione di una nuova Caserma, gli aveva risposto: “Non è di nostra competenza”. Ottenuta quella risposta il Maresciallo Cometa, si ritirò nel suo ufficio e con la mente si mise a percorrere tutte le promesse fatte per la realizzazione di una nuova Caserma. La prima proposta risaliva al secolo scorso. Il primo cittadino di allora, prospettò l’assegnazione di un Istituto Professionale che aveva sede nelle vicinanze del centro storico. Occorreva solo acquistare l’immobile e poi ristrutturarlo. Dopo i sopralluoghi di tecnici e vertici istituzionali, l’immobile fu ritenuto idoneo anche perché provvisto di ampi spazi e parcheggi all’interno del muro di cinta. Il Maresciallo Cometa, nonostante gli sforzi non riusciva a ricordarsi il come e il perché, ma tutto si dissolse in poco tempo come lacrime nella pioggia. All’inizio di questo secolo, vi fu l’interessamento di un compianto Principe del Foro che si era proposto a cedere gratuitamente un terreno di sua proprietà, produrre il progetto e costruire la caserma con uffici e alloggi. L'Amministrazione comunale appoggiò l’iniziativa, e i vertici istituzionali, anche in quell'occasione accettarono la proposta. Tutto si fermò e il programma non andò avanti a causa di una richiesta, ritenuta esosa da parte del Ministero, che aveva preteso la cessione gratuita dell’immobile per il primo quinquennio.

Nessuno si fece avanti per sostenere l’iniziativa dell’Avvocato e nonostante il terreno sia a disposizione, nessuno ne parla più. Con il Sindaco successivo, si approdava a una scuola ottocentesca, bisognava attendere solo la costruzione di un nuovo istituto comprensivo e poi la cosa era fatta. Ci fu una piccola e tiepida opposizione. Non si poteva lasciare un edificio dei primi anni del secolo scorso, per occuparne uno degli ultimi anni del secolo prima. Se uno era obsoleto, l’altro ben presto sarebbe diventato antiquato. Dopo, per un decennio ci si è riposati da proposte e promesse. Poiché non c’era stata alcuna proposta, fu facile anche mantenere la promessa. Ancora una volta apparve all’orizzonte una nuova proposta. Occorreva rivalutare una zona della città. Il Maresciallo Cometa si chiese se anche questa volta così come le precedenti il tutto si potesse dissolvere non solo a causa della lievitazione dei costi ordinari ma anche per l’impossibilità di ricorrere a fondi straordinari. Quattro milioni di euro per costruire un immobile di quella tipologia forse potranno non bastare. Poi c’è lo scoglio del Ministero che dovrà assumere il ruolo di affittuario. Si dovrà fare la gara d'appalto, e se qualche ditta esclusa ricorrerà al TAR, questo bloccherà i lavori. Dopo due/tre anni ci sarà la sentenza, e finalmente i lavori potranno ripartire. Nel frattempo il proprietario dell'attuale immobile dove è alloggiata la Caserma non farà più i lavori di manutenzione necessari al vecchio stabile affermando "tanto a breve si trasferiranno”.

Il Maresciallo Cometa si ridestò dai suoi pensieri pessimisti, si alzò, uscì dal suo ufficio, scese le scale, superò la porta e si diresse nella vicina edicola. Entrò e prese il quotidiano locale, lungo il corridoio che lo portava alla cassa, si soffermò a osservare un libro. Lo aprì e, come era abituato a fare, lesse l’ultimo periodo: “Ciò mi porta a dire che, praticamente, ho tenuto per due anni questa parodia nel cassetto. Perché? Non so bene, ma questa può essere una spiegazione: che ho cominciato a scriverla con divertimento, e l’ho finita che non mi divertivo più.”

Nicolò Stella

Articoli dal Blog “Storie di ordinaria umanità” di Nicolò Stella