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Attualità venerdì 30 aprile 2021 ore 09:59

La disoccupazione morde marmo e turismo

cava di marmo
Il marmo è tra i settori individuati come prioritari

La fame di lavoro in provincia è al 7,6% a fronte di un tasso regionale del 6,6%. Preoccupazione da Cisl Toscana Nord alla vigilia del Primo Maggio



MASSA CARRARA — "Il tasso di disoccupazione nella provincia di Massa Carrara si attesta sul 7,6%, a fronte di un dato medio regionale del 6.6%": vola dunque la fame di lavoro nel dato che arriva da Cisl Toscana Nord alla vigilia del Primo Maggio. Il sindacato lo celebrerà senza manifestazioni di piazza nel rispetto delle misure anti Covid-19, ma la riflessione resta viva in uno scenario infragilito dall'emergenza sanitaria che si traduce in crisi economica e occupazionale. E proprio su quest'utimo fronte il territorio apuano si dimostra in sofferenza. Le priorità territoriali individuate da Cisl sono "la questione del marmo, su cui va cercato il punto di equilibrio: serve un'escavazione ecosostenibile ma che lasci ricchezza sul territorio, un territorio per il quale sarebbe vitale la Pontremolese. Sulla costa gli aiuti agli stabilimenti balneari e al turismo in generale sono una priorità. Riflessioni aperte, centrali, in questo secondo Primo Maggio di pandemia", inquadra il segretario generale di Cisl Toscana Nord Massimo Bani.

"Sarà un Primo Maggio senza piazza, senza corsi, senza stare insieme: per un sindacato - sottolinea Bani - è una delle questioni più dolorose perché stiamo parlando della festa dei lavoratori. Abbiamo comunque voluto dare un segnale: come Cisl Toscana Nord abbiamo fatto un video in cui appariranno con un breve ma significativo messaggio i referenti delle categorie delle tre province, Lucca Massa e Pistoia, che metteremo sui social".

Ma i nodi, purtroppo, ci sono: "La campagna vaccinale va a rilento, non arrivano dosi per quanto l'Asl possa adoperarsi per far marciare la macchina, manca la benzina. Il lavoro così - afferma Bani - non può ripartire. Abbiamo firmato un protocollo a livello nazionale per portare i vaccini nelle aziende, tutelando i lavoratori e il lavoro. Ma è una scatola vuota ad oggi, senza forniture. E ancora dobbiamo constatare una situazione scandalosa: gli addetti dei settori pulizie e dei supermercati ancora non coinvolti nella campagna. Eppure sono lavoratori un po' più a rischio degli avvocati. Non vaccinare chi è nei supermercati e vaccinare gli avvocati a me, come segretario generale della Cisl non piace, per usare un eufemismo".

La prossima scadenza del blocco dei licenziamenti apre un altro drammatico fronte emergenziale: "Pensare che a giugno si possa riaprire ai licenziamenti senza aver messo mano al mercato del lavoro, né alle politiche attive e agli ammortizzatori sociali significa aprire le porta al disastro. In più - incalza Bani - il primo gennaio 2022 anche quota 100 verrà tolta: così ci si espone al rischio di una vera macelleria sociale. La persona di 61 anni che oggi perde il lavoro come la ricollochi? Noi come Cisl abbiamo chiesto interventi concreti". Per Cisl, la direzione è quella hi-tech fatta di digitalizzazione, banda larga, infrastrutture.

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