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mercoledì 22 settembre 2021

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

Il religioso e il laico

di Nadio Stronchi - sabato 17 luglio 2021 ore 07:44

Vitis Vinifera Sylvestris

La vitis vinifera sylvestris (la vite selvatica) è principalmente nata nei boschi, dove vivono gli uccelli che, talvolta, ne hanno mangiato gli acini distante da dove, poi, hanno depositato lo sterco con i semi non digeriti, alla base delle piante. Nei boschi del grossetano ce ne sono molte. 

Le famiglie contadine che vivevano ai margini di quei boschi cercavano di raccogliere le uve di queste viti un poco prima che gli uccelli le mangiassero. Non era facile, ci voleva tempismo! Il predicato sulle uve e il vino è sempre stato molto diffuso: pieno di storielle e aneddoti ma, anche di aspetti veri come questo. 

Il credente direbbe che l’uva data dalla vite è stata creata da Dio; si può discutere ma non negare per rispetto; di conseguenza il vino è un dono di Dio. Per il laico la vite con la propria uva è frutto della natura, poi è stato l’uomo che con il suo estro ha creato il vino. In questo caso della uva selvatica ai piedi delle piante con delle scale in legno l’uomo a raccolto le uve dai grappoli piccoli e con acini altrettanto piccoli, su alte maritate alle piante di Cerri. Le ha spremute ricavandoci dei vini densi e molto colorati e dopo averli imbottigliati nei fiaschi, gli stessi vini perduravano anche 20 anni; rimanevano, spesso, dolci con un profumo molto fruttato a causa di un elevata quantità di zuccheri non fermentati. 

La natura pensa a tutto, è l’uomo che ha un pensiero molto diverso da ognuno di essi manipola le uve in modi disparati. Basta pensare che i poeti e i cantori devono ringraziare il vino se hanno saputo individuare le qualità e le miserie della vita umana; pochi di essi capivano il vino; eppure hanno scritto poemi sul vino. 

Nemmeno i parroci quando, nelle loro liturgie, espletavano, con il SANGUE DI CRISTO, la COMUNIONE dei Cristiani. Dunque, parroci, poeti e vitivinicoltori devono amplificare il loro sapere per essere appagati delle loro scelte di fede e creative. 

Così ha fatto Pietro Petricci, la sua moglie Marilena Del Pianta e i suo figlio Daniele con il vino PASSITO “Stilloro”, annata 2018. Prodotto con uve di Ansonica in località San Lorenzo di Suvereto, fatte appassire sui graticci e al riparo. Loro si sono evoluti in una continua ricerca scientifica e culturale della enologia. E sono di una ospitalità unica. San Lorenzo n. 20, Telef. 0565 845140, info@petriccidelpianta.it

Ecco le mie sensazioni. Colore: giallo oro con una tonalità lucente e vivida. Profumi: Fine, spiritoso, persistente, sentori di frutti appassiti; anche floreale di fiori di arancio. Gusto: Pieno, armonico, caldo, persistente con lunga sensazione finale. Da degustare parlando di argomenti seri, ma attenti……..!

Mi permetto, se volete saperne di più sulla vite Vinifera Silvestris, potete andare con vostra decisione e responsabilità da Attilio Scienza in Castagneto Carducci, az. Guado al Melo; lui è un luminare della vite.

Nadio Stronchi

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