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Domenica 11 Ottobre 2026

RACCONTI DELLA DOMENICA — il Blog di Marco Celati

Marco Celati

MARCO CELATI ha lavorato e vive in Valdera, a Pontedera. Gli piace scrivere, ma non è uno scrittore. Solo uno che scrive.

Brevitas

di Marco Celati - Domenica 11 Ottobre 2026 ore 08:00

Questa domenica non ho racconti. Solo “considerazioni”. La faccio breve. Ho visto un film epico americano sulle leggende delle divinità e dei super-eroi dell’antica Grecia: una cazzata, insomma. L’era degli Dei volge alla fine, le sorti del mondo passano ai semidei e infine agli uomini dei quali gli Dei non solo invidiano la vita, ma pure la morte. Quando un uomo muore, muore, e se ne conserva l’anima, il ricordo. Quando muore un Dio non arriva la morte, ma solo l’assenza, il nulla, l’oblio. Questa la tesi di Ade, il Dio dell’oltretomba, in fondo non proprio una cazzata. Muore anche Ares, Dio della guerra, e questa invece sì che è una cazzata. Certi miti non muoiono mai. Zeus dice: non ci saranno più Dei, il nostro potere è finito, forse senza sarete più forti. Usa il tuo potere con saggezza, Perseo, figlio mio! Questo il monito del padre degli Dei che evidentemente non abbiamo ascoltato. E ora, fuori dal mito, lo rimettiamo, pari pari, alla Deficienza Artificiale.

Perseo era un semidio, figlio di Zeus e di Danae, principessa di Argo. Era quello che si diceva: Sei Perseo? E si rispondeva: Trentaseo! Ma era un errore. Una barzelletta, Perseo ignorava le tabelline. Tra l’altro la Tavola Pitagorica è un falso storico, dovuto alla copiatura inesatta di un amanuense medievale che fraintese il significato di un testo. Pitagora non c’entra con le moltiplicazioni, perfino il teorema del triangolo rettangolo che porta il suo nome era già vecchio di mille anni, non l’ha scoperto lui, lui l’ha dimostrato. Le moltiplicazioni le inventarono gli Egizi e i Babilonesi, ma Perseo era venuto prima di loro nella storia. Anzi nella storia reale non era proprio vissuto, era un mito dell’antica Grecia. E, sempre a proposito di Perseo, possiamo anche rassicurare Renzi, che alla Leopolda esibiva un pupazzo del Kraken, il suo simpatico soprannome. Perseo non uccise il Kraken, il leggendario polpo gigante della mitologia norrena: solo nei film americani è narrata questa fake news mitologica. Perseo nel mito greco vero uccise un altro mostro marino chiamato Ceto, che dette il nome ai cetacei. Dunque Renzi può stare sereno. E chi l’ammazza? Nemmeno Perseo. Lunga vita al compagno Renzi!

Comunque in quest’epoca di pazzi, se per caso ti chiedono: Sei tu un Dio? È sempre meglio rispondere: Sì! La risposta è sbagliata, ma è la domanda che è strana. Quantomeno mal posta. E allora conviene assecondare l’interlocutore. È così che nascono gli oracoli, i tribuni del popolo e altri ciarlatani. Del resto si è divinato per secoli da voli di uccelli, viscere di animali, dadi gettati, carte truccate, sfere di cristallo, reliquie, amuleti, fondi di caffè, oroscopi e sondaggi, allora non è così strano raccogliere indicazioni utili pure dai film. E anche dal Kraken.

Le cose che scrivo pochi amici le leggono: ai famosi venticinque lettori non ci si arriva, ma del resto Manzoni non siamo. E venticinque amici sarebbero uno sproposito. I commenti, alterni, sono due. È lungo. È triste. Se poi le due cose si sommano il giudizio cala impietoso come una scure e il format non aiuta. Il silenzio che segue è anche peggiore. “È lungo”, specie come racconto breve. È vero: a scrivere alla fine, capace me la cavo, ma capisco che bisogna essere qualcuno o uno bravo per pretendere di essere letto per più di mezza pagina. Però forse, più che lungo, vogliono sottintendere che è noioso e si limitano per amicizia. Perché testi lunghi si leggono e se si leggessero solo testi brevi -con buona pace della brevitas dei latini che poi tanto brevi non sono mai stati- finiremo per contentarci dei titoli e poco più, con quel che non segue. Per il giudizio “è triste”, rimando alla canzone di Jannacci, quella che fa “e sempre allegri bisogna stare” che in effetti, a modo suo, era una canzone allegra. Ma anche triste, sempre a modo suo.

In una pubblicità televisiva ci sono due ragazzi ripresi durante una promettente scampagnata. Lui coglie una mela dall’albero che generosamente protende sul prato i rami carichi di frutti. Sembra una bella mela, rossa, Deliziosa, e la porge alla ragazza. Questa volta lui a lei, non viceversa come fu per Adamo ed Eva e l’albero della conoscenza. Per fortuna è solo un melo. La ragazza guarda la mela, non la mangia e dice: Ma chi l’ha coltivata? Mica fanno i controlli qui? E lui risponde: Ma vai al Conad! È un bravo ragazzo. Io l’avrei mandata… Non al Conad. Che per carità, il Conad niente da dire, ci lavora anche Alberto. Però scusa, ti colgo la mela più bella e mi rispondi così? Li fanno i controlli, chiedi? Ti chiamavano “Fidati”! E poi, chi l’ha coltivata??? Hai mai sentito parlare dei contadini? Sai quelle persone abbronzate che coltivano la terra? Sono loro. Anche i miei nonni materni lo sono stati. Bei tempi quando fregavamo le mele al contadino, belle mi’ prode! I meli erano a filari radi, lungo la strada bianca che scendeva dall’argine, tagliando i poderi segnati dai cipressi. La campagna toscana era bellissima. Il contadino si chiamava Beccani e noi scherzavamo dicendo, non ci facciamo beccare dal Beccani, che, detto fatto, ci beccò a cavalcioni sull’albero. Era in bicicletta, scese e ci disse, bravi ragazzi, prendetele che noi c’avanzano e si danno al maiale. Ma fu proprio quella volta che le nostre ruberie si interruppero per sempre e per due validi motivi. Che senso aveva rubargli le mele al contadino se ti dava il permesso: veniva meno la dimensione epica della gioventù. E poi quel farci sentire, con arguzia contadina, succedanei al maiale ci tagliò le gambe e ci levò il morale. Eppure com’erano buone quelle melucce verdi! Il Conad non esisteva ancora e noi, senza controlli, siamo sopravvissuti. Come la malerba.

Basta. Buona domenica e buona fortuna.

Marco Celati

Pontedera, 11 Ottobre 2026

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P.S. Alcune “considerazioni” del testo sono tratte dai film “La furia dei Titani”, sequel dello “Scontro tra Titani”, e “Ghostbuster”. Il resto è storia vera. Vita vissuta. Quindi un racconto?

“Ho visto un re”, Enzo Jannacci e Dario Fo

https://youtu.be/Kaf7iGpV588?si=AvgGmKSR607uC2VB

Marco Celati

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