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mercoledì 10 agosto 2022

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​Buddha, Franco Basaglia e l’”ecocidio” dei negazi

di Adolfo Santoro - sabato 06 agosto 2022 ore 08:00

Il negazionismo non è stato e non è solo dei petrolieri, che hanno pagato scienziati compiacenti per sostenere che il riscaldamento globale non c’è o che è dovuto a fenomeni meteorologici, riconducibili ai cicli della Terra, del Sole o, magari, della Luna o degli astri dell’oroscopo. Un negazionismo dissimulato continua a dominare la politica, che non ha fretta di redimersi dai combustibili fossili: non si comporta cioè come se “avesse i capelli in fiamme”.

Avere i capelli in fiamme è un’espressione usata dal Buddha per indicare che non c’è tempo di chiacchierare: chi ha i capelli in fiamme deve buttarsi nell’acqua. E col riscaldamento globale l’uomo, e con lui il Pianeta, ha i capelli in fiamme, anche se fa finta che non sia così. E invece c’è l’elefante, il riscaldamento climatico, è nella stanza, e i politici e la gente comune continuano a comportarsi in maniera incoerente con questa priorità, fondamentale per la Vita sulla Terra.

Ci comportiamo, insomma, come il fumatore, cui è stato diagnosticato un cancro e che continua a fumare pacchetti di sigarette su cui c’è scritto “nuoce gravemente alla salute”. Come l’obeso, che continua a ingoiare i dolci che cancellino la sua depressione. Come l’alcolista, che non può fare a meno di frequentare il bar. Come il tossicodipendente che continua a frequentare la catena degli spacciatori. Ma si sa che, se il tossicodipendente vuole veramente risolvere i problemi della tossicodipendenza, per prima cosa non deve più frequentare il giro dello spaccio e che soltanto poi potrà risolvere i suoi problemi attuali e infantili che l’hanno portato alla tossicodipendenza, fino a riconoscere che l’origine del male è il suo “Io”.

Le conseguenze del riscaldamento globale non ricadono, però, solo su chi non ha rispetto per la sua Vita sulla Terra, ma coinvolgono tutti.

Il clima sta andando verso il “climate endgame”, verso la fine del gioco, verso la catastrofe ecologica. Per un gruppo internazionale di ricercatori guidati dall’Università di Cambridge, “Ci sono molte ragioni per credere che il cambiamento climatico possa diventare catastrofico, anche a livelli di riscaldamento modesti. I percorsi verso il disastro non si limitano agli impatti diretti delle alte temperature, come gli eventi meteorologici estremi. Effetti a catena come crisi finanziarie, conflitti e nuove epidemie potrebbero innescare altre calamità. 

Le temperature medie annuali di 29 gradi colpiscono attualmente circa 30 milioni di persone nel Sahara e nella costa del Golfo. Entro il 2070, queste temperature, e le loro conseguenze sociali e politiche, influenzeranno direttamente due potenze nucleari e sette laboratori di massimo contenimento che ospitano i patogeni più pericolosi. L’aumento delle temperature rappresenta una grave minaccia per l’approvvigionamento alimentare globale, perché le aree più produttive del mondo dal punto di vista agricolo subiranno crolli collettivi. 

Un clima più caldo ed estremo potrebbe anche creare le condizioni per nuove epidemie poiché gli habitat sia per le persone che per la fauna selvatica si spostano e si restringono. Il collasso climatico potrebbe esacerbare altre “minacce interagenti”: dalla crescente disuguaglianza e disinformazione al collasso democratico e persino a nuove forme di armi distruttive dell’Intelligenza artificiale. 

Ci sono poi le “guerre calde” in cui superpotenze tecnologicamente avanzate combattono sia per ritagliarsi uno spazio vitale in un mondo ad elevato tenore di carbonio, sia per realizzare giganteschi esperimenti per deviare la luce solare e ridurre le temperature globali. Una maggiore attenzione dovrebbe concentrarsi sull’identificazione di tutti i potenziali punti di non ritorno: dal metano rilasciato dal permafrost che si scioglie, alla perdita di foreste che fungono da “pozzi di carbonio” e persino al potenziale estinzione della copertura nuvolosa. Affrontare un futuro di accelerazione del cambiamento climatico rimanendo ciechi di fronte agli scenari peggiori è, nel migliore dei casi, una gestione ingenua del rischio e, nel peggiore dei casi, è fatalmente sciocca.”.

Secondo il Cnr il 2022 è, in Italia, finora l’anno con meno piogge, che si sono quasi dimezzate rispetto al 2021. E sta battendo il record del caldo, detenuto dal 2018 con +1,58 gradi sopra la media.

L’incoerenza negazionista non è solo il risultato della cialtroneria dei politici e dei loro elettori, incapaci di ragionare in termini di priorità e di conseguenze dei loro comportamenti: è un sintomo della malattia della mente. Franco Basaglia, lo psichiatra che criticò e dissolse l’istituzione totale del manicomio, non risolse il problema della malattia mentale, ma la diluì nella malattia mentale diffusa, propria del territorio. È nel territorio che continuano ad essere commessi “crimini di pace”. Ma, se non siamo maturi, anche a livello giuridico, per accusare i negazionisti nelle idee e nei fatti del reato di “ecocidio”, è tuttavia giuridicamente possibile intentare una causa per “delitti contro l’umanità”.

Adolfo Santoro

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