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Venerdì 10 Aprile 2026

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

​A cosa serve davvero la psicoterapia

di Federica Giusti - Venerdì 10 Aprile 2026 ore 08:00

“In terapia ci vanno i matti!” “Io non ci andrò mai perché non ne ho bisogno, quelli che ci vanno sono fragili!”

Mille discorsi per trincerarsi dietro la mancanza di voglia e coraggio di mettersi davvero in discussione.

Sapete cosa diciamo noi psicologi? Che in terapia ci vanno tutti coloro che condividono la vita con altri che dovrebbero andare in terapia ma non ci vanno!

Ma a cosa serve la psicoterapia?

Serve quando si sta male, quando si ha un problema, quando qualcosa nella vita non funziona più. Ansia, depressione, relazioni difficili, momenti di crisi, lutti simbolici o reali. La psicoterapia è un po’ come un pronto soccorso emotivo: ci si va quando il dolore diventa troppo forte per gestirlo da soli.

Ma questa è solo una parte, non è tutta la storia.

La psicoterapia non serve soltanto a far sparire i sintomi. Serve soprattutto a capire perché quei sintomi sono arrivati e quale ruolo hanno nella nostra vita.

Questo può sembrare strano. Quando stiamo male vogliamo soprattutto smettere di stare male. Eppure molti sintomi psicologici non sono semplici malfunzionamenti da eliminare. Spesso sono segnali. Modi, a volte imperfetti, con cui la nostra mente cerca di dirci che qualcosa dentro di noi ha bisogno di attenzione. Ogni sintomo è un adattamento che tentiamo di fare per sopperire ad un contesto problematico.

Un attacco di ansia può parlare di paura, ma anche di controllo.

Una tristezza persistente può raccontare una perdita, o una fatica che dura da troppo tempo.

Un conflitto che si ripete nelle relazioni può avere radici in esperienze molto più antiche.

La psicoterapia non offre risposte immediate. Piuttosto crea uno spazio in cui queste domande possono essere esplorate con calma. Ed ecco perché è importante avere pazienza.

La stanza della terapia è un luogo particolare, quasi magico. Non è una conversazione tra amici, e non è nemmeno una lezione. È uno spazio in cui una persona può raccontare la propria esperienza senza doverla giustificare, spiegare troppo in fretta o adattarla alle aspettative degli altri.

Molte delle conversazioni che abbiamo nella vita quotidiana sono orientate alla soluzione rapida. Se raccontiamo un problema, qualcuno ci suggerisce subito cosa fare. Oppure cerca di rassicurarci, cambiare argomento, ridimensionare la difficoltà.

In psicoterapia succede qualcosa di diverso.

Il terapeuta non corre subito verso la soluzione. Ascolta, fa domande, prova a comprendere il modo in cui una persona dà significato alla propria esperienza. A volte questo processo può sembrare lento. Ma è proprio questa lentezza che permette di vedere cose che nella fretta resterebbero invisibili. La cura dei dettagli, delle piccole differenze, diventa fondamentale.

Vista così, la psicoterapia serve a riconoscere i propri schemi. Quelle modalità di pensare, sentire e relazionarsi che tendono a ripetersi nel tempo. Alcuni di questi schemi sono utili, altri sono diventati limitanti. Ma spesso continuano ad agire automaticamente, senza che ce ne accorgiamo.

La psicoterapia aiuta a portarli alla luce. Quando uno schema diventa visibile, non scompare automaticamente. Ma smette di essere inevitabile. Diventa qualcosa che possiamo osservare, comprendere e, gradualmente, modificare.

Cambiare, ascoltarsi, imparare a capire come funzioniamo, accettare alcune parti di noi e degli altri sono tutti possibili obiettivi di un percorso terapeutico. E tra tutte capire qualcosa in più di noi stessi diventa la sintesi di tutto il percorso.

E quando una persona capisce davvero qualcosa di sé — il modo in cui reagisce, ciò che teme, ciò che desidera — la sua vita non cambia all’improvviso. Ma smette di essere guidata solo dall’automatismo.

E in quello spazio, tra ciò che accade e il modo in cui scegliamo di rispondere, diventa possibile qualcosa di nuovo.

La psicoterapia serve ad andare oltre ad alcuni limiti che rischiano di diventare gabbie nelle quali rinchiuderci.

E no non ci vanno i matti (e non scendo nel dettaglio di questo termine improprio) ma i coraggiosi!!!

Federica Giusti

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