Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 08:30 METEO:MASSA CARRARA23°33°  QuiNews.net
Qui News massacarrara, Cronaca, Sport, Notizie Locali massacarrara
Venerdì 04 Settembre 2026

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

Momenti di ripartenza e nuovi inizi

di Federica Giusti - Venerdì 04 Settembre 2026 ore 07:30

Ci siamo salutati a luglio e ci rincontriamo a settembre.

Nel mezzo, un’estate.

Un’estate strana. Per la prima volta ho accusato davvero l’afa: la tollero bene, ma evidentemente non per tre mesi di fila e, soprattutto, non a fine gravidanza!

C’è sempre qualcosa da imparare, soprattutto su noi stessi.

E io, quest’estate, ho imparato che devo ancora allenarmi molto alla pazienza. La predico spesso, ma a quanto pare riesco a razzolarla meno bene di quanto pensassi.

Non ho saputo fare fino in fondo i conti con l’attesa e con l’imprevisto. O meglio, sono consapevole che avrei potuto gestirli meglio.

E forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti delle pause: quando ci allontaniamo, anche solo temporaneamente, dai ritmi e dalle richieste della quotidianità, diventa più facile accorgerci di come funzioniamo davvero.

Una pausa lunga, nella quale ho lasciato un po’ da parte la vita degli altri per concentrarmi sulla mia, è servita anche a questo: a ricentrarmi, a conoscermi un po’ meglio, ad ascoltarmi.

Sono state settimane con Vinicio, nel pieno della sua crisi da dueenne; con Luca, in ferie ma senza muoverci troppo da casa, come non ci era mai successo prima; e con l’attesa che Livio decidesse, a modo suo e con i suoi tempi, di venire al mondo.

Lo dicevo che era stata un’estate strana. E aggiungerei anche intensa.

Forse, però, le estati più intense sono proprio quelle che ci costringono a fermarci e a fare i conti con ciò che normalmente riusciamo a tenere sullo sfondo.

L’attesa, per esempio, ci mette di fronte a qualcosa che non possiamo controllare. Possiamo prepararci, organizzarci, immaginare scenari e stabilire tempi, ma arriva sempre un momento in cui dobbiamo fare i conti con ciò che non dipende da noi.

E non è sempre facile.

Io, quest’estate, ho sperimentato ancora una volta quanto sia difficile accettare che le cose non seguano necessariamente i tempi che avevamo immaginato. E quanto la pazienza non sia soltanto la capacità di aspettare, ma anche quella di tollerare l’incertezza che accompagna l’attesa.

È una consapevolezza che porto con me nella ripartenza.

Ripartire, infatti, non significa necessariamente tornare a fare tutto come prima. Può significare anche fermarsi a guardare cosa è cambiato e provare a costruire la quotidianità a partire da ciò che abbiamo imparato.

Per me, in questo momento, significa soprattutto ascoltare ciò che questi mesi mi hanno insegnato.

Primo fra tutti, imparare a rispettare i tempi. I miei e quelli degli altri. Imparare che non tutto deve essere accelerato e che, qualche volta, prendersi il tempo necessario non è perdere tempo.

Il rientro al lavoro sarà immediato: ne ho bisogno e ne ho voglia. Ma non sarà a tempo pieno e non sarà senza limiti.

Anche questo è un apprendimento di questi mesi.

Ho capito che mettere qualche paletto in più non significa necessariamente fare meno o essere meno disponibili. Significa, piuttosto, definire meglio dove finisco io e dove iniziano le richieste degli altri. Significa proteggere uno spazio personale che mi permette di stare meglio e, di conseguenza, di essere più presente anche nelle relazioni e nel lavoro.

I confini, a volte, non sono barriere. Sono indicazioni che ci aiutano a rimanere sul nostro sentiero.

E forse è proprio questo il senso delle ripartenze: non ricominciare semplicemente da dove avevamo lasciato, ma ripartire da un punto diverso, portandoci dietro ciò che abbiamo scoperto nel frattempo.

La mia estate è stata strana, intensa, a tratti faticosa e certamente diversa da come l'avevo immaginata.

Ma mi ha lasciato qualche domanda in più e qualche certezza in meno.

E forse, per conoscersi meglio, non è affatto un brutto punto da cui ripartire

Federica Giusti

Articoli dal Blog “Psico-cose” di Federica Giusti